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A R T E   E   C U L T U R A 

 

"L'ANSIA DELLA VITA"
dipinto di Eleonora Padovani
commento di Lucia Padovani

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La società moderna ha registrato un pericoloso aumento di malattie nervose dovute all' ansia, alla depressione ed alla paura.
Ognuna di queste patologie, peraltro spesso trascurate e sottovalutate, sfociano in veri e propri drammi che vanno dagli attacchi di panico ed arrivano fIDo alle crisi ossessive e maniacali.
Perché? Perché tutta questa tristezza? Perché tutta questa

angoscia? E se questa frenesia, questa competizione, quest'ansia di avere, questa paura di non piacere, questo bisogno di appagare gli altri, avesse svuotato gli animi, annientando la speranza e spengendo la fantasia?
L'uomo ha puntato tutto sulle "cose", ha voluto dare la precedenza al godimento dei sensi ignorando l'anima o negandone i bisogni e perfino l'esistenza.
E quale risultato ha ottenuto? Di non sapere più quali sono le necessità ed i meriti del proprio cuore.
Chissà..…..presto o tardi l'uomo capirà di essere fatto anche di mente, di pensieri, di sentimenti, insomma, di natura incorporea. Capirà che essa non vive da un’altra parte e che ha indiscutibilmente bisogno di essere amata, accudita ed appagata esattamente come la carne.
Il nostro problema è che abbiamo frainteso il significato di ricchezza perché l'unica vera ricchezza alla quale dovremmo aspirare è la serenità dell' anima e la serenità non si può comprare.
La serenità si raggiunge quando impariamo ad essere contenti di ciò che abbiamo e di ciò che siamo, si raggiunge quando non vorremmo vivere la vita di nessun altro, quando diamo il meglio di noi in ogni situazione, quando viviamo la natura e la rispettiamo, quando riusciamo a provare ancora stupore per le piccole grandi meraviglie che il mondo ci offre e che noi ignoriamo e quando riusciamo ancora a sognare senza diventarne schiavi.
La tristezza dilaga fra la gente perché gli uomini tentano di scacciarla con delle armi di gomma, con le droghe moderne, con le pasticche, con le polverine bianche o nere, con le luci accecanti, con il denaro e con il "benessere".
Per scacciare la tristezza, invece, si deve sorridere; sorridere, amare ed ostinarsi a cercare il bene nelle persone e nei piccoli, grandi drammi della vita.
Non è forse questo uno degli insegnamenti di Gesù? Perché lo abbiamo dimenticato?

 

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