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Movimento per la Vita - Sezione Provinciale di Prato

 

 

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A R T E   E   C U L T U R A 

 

"L'ULTIMA SCELTA"
dipinto di Eleonora Padovani
commento di Lucia Padovani

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Perché non è considerato una vita? Perché non vede? Perché non sente? Perché non parla? Consideriamo i fatti.
Fin dal 20° giorno si evidenzia il tubo cardiaco, il suo cuore batte ed ha già un intestino primordiale. Dal concepimento alla terza settimana, ogni giorno, quell'esserino non si limita a crescere, raddoppia e sviluppa la testa. All'inizio del secondo mese,

compaiono le braccia e le gambe, le quali, alla fine del medesimo mese, mostreranno le mani, i piedi e le dita. Quindi si delinea il viso: due sporgenze per gli occhi, due fossette per le orecchie e lentamente le labbra cominciano a prendere forma. Il sistema nervoso si sviluppa, la testa si raddrizza ed alla fine della settima settimana ha inizio l'ossificazione dello scheletro. Pesa 11 grammi ed ha già tutte le caratteristiche di un essere umano. Il lavoro più grosso è stato compiuto ed i sette mesi successivi serviranno solo a rifinire l'enorme lavoro compiuto.
Ma per l'uomo tutto questo non è vita.
Eppure, pur essendo così piccolo, innegabilmente lui, vive attraverso noi, pensa con la nostra mente, vede con i nostri occhi, ascolta con i nostri orecchi e, più di tutto, sente le nostre emozioni: ha paura, si intristisce, si agita, gioisce con noi e sente il nostro amore.
Alla fine del terzo mese, quando ancora è lecito? abortire, quel bambino pesa 45 grammi e misura 10 centimetri. 
Se lui fosse davanti a noi e non dentro di noi, se noi potessimo vederlo, se lo deponessero nelle nostre mani, probabilmente, il nostro atteggiamento cambierebbe.
Se lui fosse davanti a noi lo vedremmo per quello che è: un bambino inerme ed indifeso a cui noi togliamo il bene della vita e che, nel momento decisivo, sentirà un gran dolore. Sicuramente, se avessimo quel bambino fra le mani saremmo capaci di fare delle considerazioni diverse, ci faremmo molte più domande e cercheremmo risposte alternative.
Sicuramente, se lui fosse davanti a noi e ci guardasse, capiremmo che, comunque sia, l'aborto è sempre da considerare l'ultima scelta, la più traumatica e la più sbagliata.

 

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