Argomenti

Movimento per la Vita - Prato

    La vita umana

 

Appuntamenti

Giovani

Concorso europeo

Arte e cultura

Risorse

News Letter

 

 

 

 
La «pillola dei cinque giorni», abortivo col trucco
 

 
Potrebbe presto arrivare anche nelle farmacie italiane la «pillola dei cinque giorni dopo» EllaOne (ulipristal acetato), un farmaco che può avere un effetto abortivo sebbene venga definito «contraccettivo d’emergenza», la cui efficacia dura fino a 120 ore dal rapporto sessuale.

Il brevetto è dell’azienda francese Hra Pharma – produttrice anche della pillola del giorno dopo Norlevo – che ha già fatto richiesta all’Aifa per vendere il prodotto nel nostro Paese. Ne parliamo con Mario Eandi, professore ordinario di Farmacologia Clinica all’Università degli Studi di Torino.
Come valuta le modalità di registrazione del farmaco?
«La descrizione del meccanismo d’azione della pillola EllaOne assunta dall’Agenzia europea per i Medicinali (Emea) la ricaviamo dal documento tecnico ufficiale, che recita: 'Grazie alla sua azione sui recettori del progesterone, EllaOne impedisce l’instaurazione della gravidanza intervenendo nell’ovulazione e con possibili modificazioni della parete uterina'. Si tratta di una descrizione tecnicamente corretta ma sostanzialmente reticente».
Cosa intende?
«La Commissione europea accetta di considerare la pillola come contraccettivo femminile d’emergenza, ed evita accuratamente di parlare di azione abortiva potenziale. Tutta la pubblicistica della 'pillola del giorno dopo' nelle sue varie forme ha questa caratteristica di ambiguità semantica e tende ad accreditare l’idea che si tratti sempre e comunque solo di un effetto anticoncezionale analogo a quello della classica 'pillola' che agisce bloccando l’ovulazione e quindi la possibilità della fecondazione».
Come agisce EllaOne?
«La molecola dell’ulipristal acetato è molto simile, per struttura chimica e meccanismo, al mifepristone, meglio noto come Ru486.
Entrambi appartengono a una classe talvolta definita come 'modulatori del recettore del progesterone'. Alcuni principi attivi di questa classe presentano un effetto combinato agonista-antagonista, ovvero stimolano il recettore del progesterone in alcune condizioni – imitandone l’azione – e bloccano in altre l’azione del progesterone – annullandone gli effetti. In realtà l’ulipristal e il mifepristone sono prevalentemente sostanze che antagonizzano l’azione del progesterone. L’azione contraccettiva può essere attribuita all’inibizione dell’ovulazione, e quindi essere considerata analoga a quella della classica 'pillola anticoncezionale' solo quando venga somministrata in tempo utile per agire in tal senso, ovvero diverse ore prima dell’ovulazione stessa. Quando la somministrazione avviene subito prima o dopo l’ovulazione, l’eventuale azione contraccettiva dipende esclusivamente dagli effetti di blocco dell’azione fisiologica del progesterone a livello delle tube ovariche e soprattutto dell’endometrio. Si tratta in questo caso di un effetto antiannidamento o di impedimento dell’impianto dell’ovulo fecondato, e quindi di un effetto abortivo sul piano etico per chi assume che l’inizio della nuova vita avvenga con la fecondazione dell’ovulo».
Perché l’ulipristal viene registrato come contraccettivo di emergenza mentre il mifepristone come abortivo, pur appartenendo alla stessa classe farmacologica?
«Si tratta della diversa strategia di mercato delle due aziende farmaceutiche. Introdurre oggi un contraccettivo di emergenza è comunque più semplice che introdurre un farmaco come abortivo. Inoltre ogni indicazione richiede uno sviluppo indipendente, l’utilizzo di dosi differenti e strategie di mercato differenti.
L’ulipristal finora non è stato sviluppato come abortivo e non ha richiesto la registrazione per questa indicazione. Dubito che lo farà in futuro. Il mifepristone, invece, è stato sperimentato anche come contraccettivo d’emergenza, efficace come l’ulipristal fino a 5 giorni dal rapporto sessuale non protetto, a dosi inferiori rispetto a quelle usate per l’aborto farmacologico. È possibile che in futuro venga richiesta la registrazione del mifepristone anche come contraccettivo d’emergenza, ma non credo che sarà la Exelgyn a presentarla».

All’indomani della conferma da parte dell’azienda produttrice sul probabile sbarco del prodotto anche in Italia, il farmacologo dell’Università di Torino Mario Eandi spiega che l’azione di EllaOne è analoga alla Ru486: ma se questa è classificata come «farmaco abortivo», il nuovo preparato è mascherato come «contraccettivo d’emergenza»...

di Fabrizio Assandri

Tratto da Buono a Sapersi
www.avvenireonline.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
   

 

 

 

© 2010 by Movimento per la Vita di Prato - Presidente @ Marco Caponi
Sito web realizzato da  @ Nicola Di Modugno